New York

Fiorella Baldisserri
Fiorella Baldisserri
Fiorella Baldisserri
Fiorella Baldisserri
Fiorella Baldisserri
Fiorella Baldisserri
Fiorella Baldisserri
Fiorella Baldisserri
Fiorella Baldisserri
Fiorella Baldisserri

EN
NEW YORK USA

October 2018
New York does not need introductions. But what can happen in a couple of hours, on a rainy day, in a taxi that crosses the city? What is visible? Which glimpse can you catch   from its fogged up glass grooved by the drops of‘water? Worlds look inside and out of me.

These images create emotions that arise and develop from my muffled observatory, in an experience that speeds up and slows down every action.

The mind is blurred in this long journey through the streets of a nervous and passionate city that does not stop even during an intense storm.

Its images reflect my thoughts while questions are piling up into my  mind like the drops on the glass, where the colors change and deform reality filtered by the wet window. Questions discolored by time. Time amplifies my emotions, takes me far  and brings me back to the pain of that moment.

An off-Broadway theater and a barrier in the blue background; the show has just finished or it may start soon. Static taxis, as suspended in the void, waiting for a green light  that can bring them back to a roaring life. And that vivid color reinforces the mystery of this moment. A vertical light  cuts the high buildings in two leaving no breath.

A man in green, alone, fades away at the center of a scene, in the most hectic square of the planet. Pedestrian crossing, almost a drawbridge in a muffled silence. From the inside of the taxi I feel my emptiness while the bridge seems to be stuck.

Spotlights, a round dance of bulbs that do not want to go out because life still flows illuminating another scene.

People line up across the street like my thoughts today that flow towards tomorrow.

The long journey of my soul, with the rain that hinders my hope. I am still waiting for a gesture to end my painful sorrow.

 

IT
NEW YORK USA

Ottobre 2018
New York non ha bisogno di presentazioni. Ma cosa può accadere in un paio d’ore, in un giorno di pioggia, dentro un taxi che attraversa la città? Cosa si vede o intravede dai suoi vetri appannati e rigati dalle gocce d’acqua? Mondi si affacciano dentro e fuori di me.

Queste immagini creano un insieme di emozioni che nascono e si sviluppano dal mio osservatorio ovattato, in un’esperienza che accelera e rallenta ogni sua forma.

La mente è appannata in questo lungo tragitto attraverso le strade di una città nervosa e appassionata che non si ferma neanche durante un temporale intenso.

Riporto in questo percorso l’osservazione di me stessa in un momento in cui le domande si affollano come le gocce sul vetro, dove i colori si modificano e si deformano insieme agli oggetti filtrati dal finestrino bagnato. Domande scolorite dal tempo. Il tempo che dilata e allontana e mi riporta al tempo stesso il dolore di quel momento.

Un teatro di off Broadway con una transenna nel blu e lo spettacolo pare appena finito o forse dovrà iniziare più tardi.

Taxi statici, sospesi, in attesa di un verde che possa riportarli vivi e rombanti. E quel colore vivo che tutto accende rende il momento piu’ misterioso.

Uno squarcio di luce verticale fra i palazzi troppo alti senza respiro.

Un uomo in verde, solo, scolorisce al centro di una scena, nella piazza più vissuta del pianeta. Attraversamento pedonale, quasi un ponte levatoio in un silenzio ovattato. Dall’ interno del taxi si manifesta il mio vuoto e il ponte immobile sembra non aver la forza di sollevarsi.

Luci della ribalta, e un girotondo di lampadine che non vogliono spegnersi perchè vita ancora scorre, ed illumina un‘ altra scena.

Poche persone che in fila attraversano la strada come i miei pensieri di oggi verso il domani.

Questo lungo viaggio nella mia anima ,con la pioggia che affanna il mio sperare. Rimango in attesa di un gesto, un gesto solo che metterà fine a questo silenzio doloroso.