Morris “il Cinemaio”

EN
MORRIS “THE CINEMAIO”

Cinema has always been Morris Donini’s dream. Everyone knows and loves him as Morris the “cinemaio”, the artisan of the cinema.

In this year of forced closure due to the pandemic, he decides to keep showing movies in an empty theater. In the darkness of his cinema, Morris sits on an armchair or on the floor at the back of the room, as he used to do during normal times, as if he is savoring lights and atmospheres that only images can give. He keeps the doors open to allow the inhabitants of the small town to hear the voices and the music of the stories projected, while flashes of light come out as reflections that send a message: cinema exists, the show goes on.

Resilience is also and mostly this: Morris (and sometimes his dog), as a sole spectator in a moment of great difficulty, with closed cinemas but with rents to be paid, with strength and determination, hoping that lights won’t switch off forever.

Since his childhood, Morris drew cinemas in school notebooks with his flans for posters and his film reviews. From an early age, dreams are created and they later become ideals to be pursued. By chance he met the owner of a cinema in a small town in the province of Bologna and since then, every day, he asked him to become part of that world as he wanted to experience the atmosphere of the room, with its red velvet fabrics, the armchairs and the magical screen. In return he offered to run small works. Years passed and on the death of the owner he was asked to manage that cinema. Morris was 29 and without a second thought he accepted. Today he directs three provincial cinemas: cinema to give cultural identity even to small towns. Morris pursued an ideal of life that with patience and dedication became a reality.

In Italy, cinema business has undergone a drastic reduction of more than 70% in terms of presences and incomes, causing an estimated loss of more than 25 million spectators: a collapse that has never been seen or even hypothesized since the birth of this sector which today is an industry.

IT
MORRIS “IL CINEMAIO”

Il cinema è da sempre il sogno di Morris Donini. Tutti lo conoscono e lo amano come Morris il “cinemaio”, un artigiano della pellicola.

In questo anno di chiusura forzata a causa della pandemia lui ha deciso di continuare a proiettare film a sala vuota. Nel buio del suo cinema Morris si accomoda in una poltrona o in fondo alla sala seduto in terra, così come faceva in tempi normali, come assaporando luci ed atmosfere che solo le immagini sanno dare. Lascia le porte aperte per permettere agli abitanti del piccolo paese di sentire le voci le musiche delle storie proiettate mentre i bagliori di luce escono come riflessi, per non dimenticare che esiste il cinema, che lo spettacolo va avanti.

La resilienza è anche e soprattutto questa. Un unico spettatore, Morris, a volte, il suo cane, in un momento di forte difficoltà, con le sale chiuse, ma gli affitti da pagare, con forza e determinazione sperando che le luci non si spengano per sempre.

Fin da bambino Morris disegnava sui quaderni di scuola le sale cinematografiche con i suoi flani per i manifesti e le sue rassegne cinematografiche. Fin da piccoli si creano sogni che diventano ideali da perseguire. Casualmente conobbe il proprietario di un cinema in un piccolo paese in provincia di Bologna e da allora, ogni giorno, gli chiedeva di poter entrare a far parte di quel mondo per vivere l’atmosfera della sala, coi suoi tessuti di velluto rosso, le poltrone e il magico schermo. In cambio si offrì per piccoli lavori. Passarono gli anni e alla morte del proprietario gli venne chiesto di gestire quel cinema. Morris aveva 29 anni e senza pensarci un attimo accettò. Oggi dirige tre sale di provincia: il cinema per dare identità culturale anche ai piccoli centri. Morris ha perseguito un ideale di vita che con pazienza e dedizione è diventato realtà.

In Italia nel 2020 causa pandemia Covid l’attività cinematografica ha subito una drastica riduzione di più del 75% in termini di presenze ed incassi, causando una perdita stimabile in più di 25 milioni di spettatori: un crollo mai visto né ipotizzato dalla nascita di questo settore che oggi è un’ industria.